Ghana, exorcisms and witch hunts. Stories from Witch Camps

Beliefs regarding supernatural powers and the ability to use them to harm others are extremely widespread in this West African country. Witchcraft in particular, which still today is not considered a superstition but a concrete possibility. The main victims are elderly women, usually widows and without protection. Just point the finger and accuse them of being the cause of an illness, of “bad luck” in business, of all sorts of things. They are often beaten and cases of lynching are not uncommon. For them there is only one choice: to flee and find refuge in isolated and remote villages. We visited four of them and collected testimonies from these women banned from society for committing “invisible crimes”.

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Ghana, esorcismi e caccia alle streghe. Storie dai Witch Camps

In questo Paese dell’Africa occidentale sono estremamente diffuse credenze che riguardano poteri soprannaturali e la capacità di farne uso per danneggiare gli altri. In particolare la stregoneria, che ancora oggi non viene considerata una superstizione ma una possibilità concreta. Ne fanno le spese donne anziane, di solito vedove e senza protezione. Basta puntare il dito e affermare che sono loro la causa di una malattia, della “sfortuna” negli affari, di ogni sorta di cose. Spesso vengono picchiate e non sono rari casi di linciaggio. Per loro c’è una sola scelta: fuggire e trovare rifugio in villaggi isolati e remoti. Ne abbiamo visitati quattro e raccolto testimonianze da queste donne bandite dalla società per aver commesso “reati invisibili”.

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Ghana, the solitude of the mentally ill in wards that were prisons

There are three such structures in the country. A 2012 law, which establishes, among other things, the decentralization of psychiatric services, has significantly reduced the number of patients and the problem of overcrowding. Today the number of beds exceeds the number of patients. However, there are still issues of abandonment and the stigma towards those with mental disorders. This investigation contains some stories of the guests of the oldest hospital (it dates back to 1906 and was in the beginning a prison) and the interview with the executive director of Mental Health Authority who also talks about the principle and reasons for the so-called “decolonizing mental health”.

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Ghana, la solitudine dei malati mentali in corsie che erano prigioni

Nel Paese esistono tre strutture di questo genere. Una legge del 2012, che stabilisce tra le altre cose il decentramento dei servizi psichiatrici, ha ridotto notevolmente il numero dei pazienti e il problema del sovraffollamento. Oggi addirittura i posti letto eccedono il numero dei pazienti. Permangono comunque questioni di abbandono e lo stigma nei confronti di chi manifesta disturbi mentali. In questa inchiesta alcune storie degli ospiti dell’ospedale più antico (risale al 1906 ed era in principio un istituto di pena) e l’intervista al direttore esecutivo della Mental Health Authority che parla anche del principio e delle ragioni della cosiddetta decolonizzazione della salute mentale.

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Ghana, report on the UN Convention on Persons with Disabilities

The document includes an overview of the policies on disability adopted by the African country, as well as the recommendations by the work groups to conform laws and programmes to the Convention provisions.

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Ghana, report sull’attuazione della Convenzione ONU sui disabili

Il documento contiene i riferimenti alla legislazione vigente nel Paese africano in materia di disabilità. E le raccomandazioni dei gruppi di lavoro per allineare norme e politiche alle disposizioni contenute nella Convenzione.

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L’ordinario della follia in Africa, un lavoro storico antropologico

L’ultimo numero della rivista Politique Africaine è dedicato alla ricerca sull’ordinario della follia in Africa. Si intitola, appunto, “L’ordinaire de la folie“. Il dossier descrive – in una prospettiva storica e antropologica – le varie rappresentazioni attraverso le quali i disturbi mentali vengono percepiti nel continente africano e qual è il tipo di approccio medico e sociale. Focus su Senegal, Ghana e Madagascar. One Global Voice intervista lo storico e curatore del dossier, Romain Tiquet.

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L’ordinaire de la folie et ses differentes représentations en Afrique

Le dernier dossier de la revue Politique Africaine est consacré à l’étude du quotidien des troubles mentaux en Afrique. Ce numéro, à partir d’une prespective historique et anthropologique, nous dècrit la diversité des représentations à travers lesquelles la folie est appréhendeé sur le continent africain.

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Il quotidiano della follia e le sue varie rappresentazioni in Africa

L’ultimo numero della rivista Politique Africaine è dedicato alla ricerca sull’ordinario della follia in Africa. Il dossier descrive – da una prospettiva storica e antropologica – le varie rappresentazioni attraverso le quali i disturbi mentali vengono percepiti sul continente africano.

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Ghana, solo un’istruzione mirata può affrontare le disabilità visive

Circa un terzo dei giovani con problemi legati alla vista vive nell’Africa subsahariana. Molti di loro non sono mai stati iscritti a scuola e quindi non hanno mai avuto la possibilità di ricevere un’istruzione di qualità conforme alla loro situazione. La portavoce dell’Organizzazione Non Governativa Sightsavers, Gertrude Oforiwa Fefoame, ci racconta quali sono le difficoltà che gli studenti ciechi e ipovedenti devono affrontare ogni giorno per rimanere al passo con i loro coetanei, e ci spiega perchè è necessario investire maggiormente su un’educazione inclusiva. È importante ricordare che l’inclusione è un processo continuo che richiede una cura costante.

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