Malawi, suicidi in aumento e poca attenzione alla salute mentale

Nel piccolo Paese dell’Africa meridionale i numerosi episodi di suicidio riaccendono i riflettori sulla salute mentale. Questione spesso ignorata sia a livello sociale che sanitario. Secondo i dati registrati, il 2021 ha assistito a un’impennata di casi. Inoltre, uno studio condotto dall’ufficio dell’ombudsman ha messo in evidenza notevoli carenze nella gestione dei pazienti con disturbi mentali che si ripercuotono sulla qualità delle cure offerte. In relazione a ciò, sarebbero necessarie azioni di sensibilizzazione da parte dei cittadini al fine di stimolare sia maggiori finanziamenti per il settore sia una riduzione dei sentimenti di discriminazione nelle comunità.

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Kenya, un linguaggio inclusivo per raccontare le storie di disabilità

Diversamente abile e portatore di handicap, quante volte abbiamo letto o sentito queste espressioni? In realtà, le storie di persone con disabilità richiedono grande attenzione alle scelte terminologiche. Jackline Ludibwi, dopo aver avviato un programma televisivo di successo sulla disabilità, si è resa conto di quanto siano diffusi nelle narrazioni termini e locuzioni inappropriati. E così, insieme al suo team, ha approfondito l’argomento arrivando a formulare delle vere e proprie linee guida per i giornalisti, con lo scopo di salvaguardare la dignità, il valore intrinseco e i diritti di tutti gli individui.

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La fede, uno strumento di aiuto ai migranti durante le traversate

Ogni migrante ha la sua storia, la sua cultura e anche un’appartenenza religiosa. Le ricerche condotte finora nel campo della migrazione si sono focalizzate per lo più sulla dimensione culturale e sulla salute mentale dei profughi, tralasciando quasi del tutto il ruolo svolto dalla religione durante i loro viaggi rischiosi. Recenti studi hanno invece messo in luce come il ricorso al coping religioso positivo permetta di affrontare le difficoltà vissute durante le pericolose traversate. Maggiori contributi in quest’ambito potrebbero portare a nuovi approcci per affrontare i problemi di salute mentale dei migranti.

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Lingue dei segni, in Africa il colonialismo cancella la cultura madre

Numerosi fattori hanno portato nel tempo a una certa negligenza verso i diritti fondamentali delle persone non udenti. Per l’adozione del metodo di insegnamento oralista e la comparsa di fenomeni di emarginazione e supremazia da parte di lingue dei segni più sviluppate, le lingue dei segni autoctone presenti in Africa rischiano ora l’estinzione. Alcuni studiosi suggeriscono una maggiore partecipazione attiva da parte dei segnanti sordi, al fine di contribuire alla preservazione e allo sviluppo delle lingue dei segni locali, e soprattutto di garantire i diritti linguistici dei bambini africani sordi.

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Africa, il dramma della fuga dei cervelli nel settore psichiatrico

L’emigrazione degli specialisti del settore medico rappresenta da anni una pratica comune in Africa. Spinti da fattori quali scarse opportunità lavorative, bassa retribuzione e pressioni sociali, medici, psichiatri e infermieri decidono di mettere al servizio dei Paesi occidentali le loro competenze. Quest’esodo produce una carenza di sanitari nel Continente poiché lo squilibrio tra il numero di psichiatri che restano e quello degli abitanti, a cui si aggiunge l’importazione di pratiche mediche dall’Occidente, si ripercuote drasticamente sulla qualità e sulla quantità dei servizi psichiatrici forniti alla popolazione.

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L’attivista ghanese che sostiene i diritti delle donne con disabilità

Dopo una vita trascorsa a lottare per difendere i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità, Gertrude Oforiwa Fefoame ha ottenuto il riconoscimento meritato: il Women’s Empowerment Award. Gertrude, ipovedente dall’infanzia, si è impegnata con risultati straordinari per promuovere l’inclusione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap, soprattutto donne. Inoltre, in Ghana e più in generale in Africa, si è fatta portavoce per modificare le leggi in materia di disabilità. L’assegnazione del premio è l’occasione per ripercorrere le tappe principali della sua vita professionale.

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Africa, impatto e soluzione dei conflitti su società e salute mentale

Non ci può essere una società pacifica senza pace interiore. Nelle aree caratterizzate da scenari di scontri violenti gli abitanti vivono (o assistono a) frequenti eventi traumatici. Alla luce di quanto emerso da un’analisi condotta nell’arco di alcuni anni in zone di crisi, la gestione quotidiana dei fattori di stress e il problema della salute psichica sono legati da un filo comune. Gli esperti suggeriscono un approccio olistico per ricomporre le relazioni dopo un’ostilità per evitare ripercussioni sul benessere psicofisico dell’individuo e contribuire alla ricostruzione delle comunità. Gli sforzi di recupero devono essere rivolti a livello individuale, interpersonale, familiare e comunitario.

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Africa e salute mentale, l’assenza di investimenti e professionisti

In un territorio così vasto e complesso, il numero di persone con disturbi psichici non è calcolabile e i servizi di sostegno non sono adeguati. Nonostante in passato i Paesi dell’UA abbiano adottato risoluzioni in materia di salute pubblica – come la dichiarazione di Abuja – quello della salute mentale resta un settore molto trascurato. Ad aggravare la condizione degli individui affetti da tali problematiche non c’è solo la pandemia ma anche il persistente stigma sociale nei loro confronti. Inoltre, non solo queste persone non hanno accesso ai farmaci ma, se ricoverati nei centri di riabilitazione, sono costretti a subire vere e proprie torture fisiche e psicologiche, frutto delle credenze tradizionali.

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Nigeria, una linea verde per le persone affette da problemi mentali

Con la pandemia di Covid-19, il numero di persone affette da problemi di salute mentale è triplicato e una delle cause degli aumenti di attacchi di panico e dei livelli di ansia sembra essere proprio l’incertezza legata al periodo di emergenza sanitaria. Per far fronte alle richieste di aiuto delle persone affette dai disturbi, la Nigeria ha inaugurato una linea verde di counseling attiva 24 ore su 24. Grazie al supporto di psicologi e counselor qualificati sembrano essere già in tanti ad aver tratto beneficio dai percorsi di sensibilizzazione intrapresi. Infatti, malgrado la fase sperimentale dell’iniziativa, le previsioni future sono tante e promettenti.

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La lingua bambara in Braille, una svolta per i non vedenti del Mali

In Mali linguisti ed esperti di Braille hanno tradotto nel linguaggio dei non vedenti la lingua africana più parlata nel Paese, il bambara. Si tratta di una delle più importanti lingue veicolari dell’Africa occidentale, nel Paese si contano circa 15 milioni di parlanti. Pertanto un adattamento di questo tipo segna una svolta importante per il futuro degli studenti non vedenti in quanto finora l’unica lingua a disposizione nel codice Braille era il francese coloniale. Secondo varie testimonianze, disporre del bambara in Braille significa rendere autonome tutte quelle persone non vedenti che sono rimaste emarginate a livello linguistico, culturale, ma anche sociale.

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Kenya, una nuova app per aiutare i ragazzi non udenti in DAD

Se da un lato la pandemia di Covid-19 ha avuto conseguenze nefaste su tutti i Paesi del mondo, dall’altro ha stimolato la concezione di qualche innovazione positiva. Questo è il caso del Kenya, dove Hudson Asiema, cittadino sordo dalla nascita, ha sviluppato Sign Language Finger Spelling, un’applicazione per dispositivi mobili volta ad aiutare i bambini sordi nella didattica a distanza. Secondo le varie testimonianze raccolte si tratta di una rivoluzione tecnologica che ha migliorato l’apprendimento dei non udenti cambiando la vita non solo degli stessi studenti ma anche dei loro genitori.

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RDC, è lo stupro la principale causa di traumi e malattie mentali

La Repubblica Democratica del Congo non soltanto è uno degli Stati più poveri al mondo ma a causa degli alti tassi di violenza, si classifica anche come “la capitale mondiale dello stupro.” In media nel Paese ogni ora, circa 48 donne subiscono aggressioni sessuali e la violenza si configura come una delle cause principali dei problemi mentali e dei traumi. Oltre alla povertà, ci sono altri fattori che contribuiscono all’insorgenza delle violenze, tra tutti la mancanza di istruzione. Ma nonostante gli sforzi compiuti dalle varie associazioni per cercare di fornire assistenza e cure alle vittime, la strada verso il miglioramento sembra ancora lunga.

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“Andolo, l’albino talentuoso”, intervista allo scrittore Nsah Mala

Nel Continente africano le ostilità e le discriminazioni verso le persone albine sono ancora troppe. Così, per celebrare gli albini e permettere agli altri di superare lo stigma, sono sempre di più gli scrittori che pubblicano opere sull’argomento. Questo è il caso di “Andolo: the Talented Albino“, il libro per l’infanzia scritto dal camerunense Nsah Mala. Come emerge dall’intervista condotta da Pina Piccolo di The Dreaming Machine, l’autore è partito dalle esperienze di vita dei suoi familiari per raccontare la storia avvincente di un bambino affetto da albinismo, con l’intento di divertire e informare i suoi piccoli lettori.

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I disturbi mentali sono ereditari, in Kenya in corso ricerca sul DNA

Schizofrenia, depressione, bipolarismo sono da tempo riconosciuti come malattie ereditarie. Tuttavia, svariati episodi di familiari affetti dagli stessi problemi psichici, anche se con sintomatologia differente, hanno spinto ricercatori americani e africani a condurre indagini più approfondite. Per ovviare all’errore fatto negli studi condotti finora, principalmente su individui di discendenza nordeuropea, gli studiosi hanno messo a punto NeuroGAP-Psychosis, un progetto ambizioso che, attraverso un’analisi su popolazioni africane mai studiate prima, mira ad ampliare le conoscenze sulle cause genetiche di tali disturbi.

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Tabù della pazzia, se tradizioni e linguaggio vincono sulla scienza

Un rapporto approfondito redatto dalla Task Force per la salute mentale in Kenya rende noto l’aumento vertiginoso dei casi di problemi mentali e malattie nel Paese, situazione peggiorata dallo scoppio della pandemia di Covid-19. Malattie e disabilità psicosociale, infatti, sono le due cause principali dei problemi di salute mentale nel Paese. Nell’articolo si citano anche alcune opere letterarie di scrittori africani sull’argomento e si sollecita un dibattito aperto e senza pregiudizi. “Parlare di quest’argomento in una prospettiva tradizionale di tabù e stigma significa aggravare un disastro in corso” afferma Justus Kizito Siboe Makokha, ricercatore presso l’Institute of African Studies dell’Università Kenyatta.

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Il legame tra malattia mentale e povertà, il caso del Sudafrica

Come sottolinea l’OMS, salute mentale non significa assenza di malattia o di infermità. Si tratta piuttosto di un concetto multidimensionale intrinsecamente connesso all’ambiente socio-economico di un individuo. Da qui la nascita del legame tra l’insorgenza di malattie mentali e la povertà, due fenomeni che interagiscono in un circolo vizioso e che riguardano non solo gli adulti ma anche gli adolescenti. La ricercatrice Emily Garman, che ha partecipato allo studio internazionale CHANCES-6, in quest’articolo presenta una serie di studi e fa il punto della situazione alla luce degli interventi mirati a trasformare questo circolo vizioso in un circolo virtuoso.

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Africa, istruzione inclusiva a studenti disabili: normative ed esempi

Nelle scuole dell’Africa sub-sahariana sono almeno 97 milioni gli studenti affetti da disabilità più o meno gravi. Tuttavia, nonostante gli sforzi compiuti dai vari Paesi della Regione, la strada verso l’istruzione inclusiva sembra essere ancora lunga. Secondo il Rapporto Mondiale di Monitoraggio dell’Educazione 2020 dell’UNESCO, la pandemia di Covid-19 ha finito solo per aggravare la condizione degli studenti svantaggiati e il 40% di loro è stato escluso dall’istruzione durante il periodo di chiusura delle scuole. Manos Antoninis, direttore del rapporto GEM, fa un quadro della situazione alla luce degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030.

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Etiopia, la “tribù dimenticata” dallo Stato in nome dell'”abilismo”

Nel Paese del Corno d’Africa, sono tanti i cittadini affetti da una qualche forma di disabilità. Alcuni studi li classificano come i fragili anche a livello economico e ora, con la pandemia del Covid-19, la loro condizione si è aggravata. Secondo stime che risalgono al 2011 le persone con disabilità nel Paese rappresentano almeno il 18% della popolazione. Sentendosi emarginati e abbandonati dalla società e dal Governo, alcuni si spingono a compiere gesti estremi, come il suicidio. L’intervento di Dagnachew B. Wakene, direttore regionale per l’Africa orientale di Africa Disability Alliance, che para di “tribù dimenticata”.

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Nigeria, il problema del disagio mentale nella sanità locale

Il problema del disagio mentale in Nigeria è un argomento di cui si parla ancora a bassa voce ed è interpretato attraverso terribili pregiudizi. Secondo alcune stime, nel Paese il disturbo mentale colpisce fino al 30% della popolazione e le persone affette non si sentono tutelate dal punto di vista giuridico. In tal senso, in vari Paesi africani stanno emergendo degli approcci innovativi che attraverso l’impiego di social network e terapie di conversazione affrontano la questione e forniscono assistenza. Secondo l’OMS, nei Paesi a basso reddito si spendono 0,25 dollari a persona per la sanità mentale. Un sondaggio a cura di EpiAFRIC e Africa Polling Institute.

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