Sudafrica: povertà e violenza, le cause disturbi d’ansia tra i giovani

[Traduzione a cura di Gaia Resta dell’articolo originale di Andrew Gibbs pubblicato su The Conversation]

Una baraccopoli a Soweto, Sudafrica. Foto da Wikimedia Commons in CC

Nel corso degli ultimi 10 anni, in Sudafrica, è progressivamente aumentata  la consapevolezza dell’importanza di promuovere il benessere mentale. La maggior parte delle campagne di sensibilizzazione hanno riguardato la depressione, i pensieri suicidi e il suicidio, e l’abuso di alcol.

Tra i disturbi più importanti, ma spesso sottovalutati, vi sono quelli che riguardano la sfera dell’ansia. Le  stime più recenti su tale problematica in Sudafrica risalgono a uno studio della situazione a livello nazionale svolto nel 2009.

I problemi di salute mentale riferiti dagli intervistati nell’ambito della ricerca rientravano proprio tra i disturbi d’ansia. Oltre l’8% delle persone riferiva il verificarsi di episodi attinenti a questa sfera nell’anno precedente. Tra questi disturbi rientrano l’agorafobia, che è la paura di ritrovarsi in luoghi o situazioni in cui ci si potrebbe sentire a disagio, e gli attacchi di panico. Una forma più ampia di ansia è il disturbo d’ansia generalizzata, che si manifesta come uno stato costante di preoccupazione aspecifica.

La preoccupazione può riguardare vari aspetti: dal denaro necessario a provvedere ai propri figli, alle speranze per il futuro. L’ansia generalizzata di questo tipo è associata a un crescente abuso di sostanze, a un rischio maggiore di contrarre l’HIV, e alla possibilità di sviluppare altri disturbi mentali. Questa condizione può ridurre il benessere economico di chi ne è affetto, in quanto può limitare la capacità di cercare lavoro o di uscire per recarsi a lavorare.

Studi condotti a livello globale hanno ampiamente dimostrato che sono due i fattori scatenanti dell’ansia: la povertà e la violenza.

In Sudafrica la metà degli adulti vive al di sotto della soglia di povertà, ossia guadagna meno di 1,183 rand al mese. Parallelamente, la violenza subita durante l’infanzia o in fasi successive della vita è molto diffusa. Uno studio condotto su 15-17enni ha rivelato che il 10% dei ragazzi e il 15% delle ragazze ha subito violenza sessuale. La violenza e le ferite da essa derivate sono la seconda causa di anni di vita persi a causa di una disabilità in Sudafrica [DALY, Disability Adjusted Life Years, NdT].

Tuttavia, le dure prove affrontate quotidianamente e per molti anni da tanti sudafricani, come la povertà, la violenza e lo stress cronico, non sono uniformi. I giovani, in particolare quelli che vivono in contesti difficili come gli insediamenti urbani informali, rischiano di sviluppare il disturbo d’ansia generalizzata. Questo perché la povertà e la violenza comunitaria sono più diffuse in questi contesti che in altri.

Gli studi sull’ansia sono pochi, nonostante sia il disturbo mentale più comune in Sudafrica.

Comprenderne le cause è importante per cominciare a capire come i disturbi d’ansia generalizzata vadano affrontati. Nella nostra recente ricerca abbiamo parlato con i giovani che vivono negli insediamenti urbani informali del municipio di eThekwini, nella provincia di KwaZulu-Natal. Abbiamo domandato loro quali fossero i sintomi dell’ansia e i potenziali fattori di rischio per svilupparla, come per esempio gli abusi vissuti durante l’infanzia, la violenza interpersonale, l’insicurezza rispetto alla disponibilità di cibo e lo stress legato alla povertà.

I sintomi di ansia generalizzata erano maggiori tra gli intervistati che avevano riferito episodi di violenza e condizioni di povertà estrema. Affrontare questi due fattori è cruciale per ridurre il malessere mentale e l’impatto sul futuro degli individui e potenzialmente dei loro figli.

L’ansia negli insediamenti urbani informali

Il nostro studio si è svolto nel 2018. I partecipanti erano giovani donne e uomini tra i 18 e i 30 anni che avevano già partecipato a un intervento sperimentale chiamato Stepping Stones and Creating Futures. Tale intervento era stato condotto dal South African Medical Research Council and Project Empower, con lo scopo di ridurre la povertà e la violenza tra i giovani residenti negli insediamenti urbani informali.

Abbiamo domandato agli intervistati (488 donne e 505 uomini) dei loro sintomi relativi al disturbo d’ansia generalizzata. I sintomi includono il nervosismo, un senso irrefrenabile di preoccupazione e l’inquietudine. Un’alta percentuale di donne e uomini hanno riferito sintomi di entità moderata o severa riconducibili al disturbo di ansia generalizzata (rispettivamente il 18.6% e il 19.6%), un risultato ottenuto tramite le sette domande del test di valutazione del disturbo d’ansia generalizzata.

Abbiamo posto a uomini e donne una varietà di domande riguardo la loro esperienza con la povertà, la violenza e lo stress. Inoltre, abbiamo esaminato i potenziali fattori di rischio per lo sviluppo dell’ansia.

Le donne che presentavano sintomi più gravi avevano – con maggiori probabilità rispetto alle donne con meno sintomi – rubato a causa della fame nel mese precedente o avevano provato stress per la mancanza di un lavoro. Si trattava di soggetti che più probabilmente avevano anche vissuto eventi negativi come assistere alla morte di qualcuno, venire rapinati sotto la minaccia di un coltello o di una pistola, e aver subito violenza da parte di un partner nell’anno precedente.

Per gli uomini è stato rilevato uno schema simile a quello delle donne. Sintomi gravi del disturbo d’ansia generalizzata erano associati alla povertà e alla violenza. Nello specifico, gli uomini che riferivano sintomi di maggiore entità avevano con più probabilità rubato per fame nel mese precedente, riferito esperienze negative vissute da bambini e altre ancora in età adulta.

Affrontare l’ansia in Sudafrica

I risultati della nostra ricerca dimostrano come la povertà, un vissuto di violenza ed eventi negativi siano elementi chiave che contribuiscono allo sviluppo del disturbo d’ansia generalizzata tra i giovani che vivono negli insediamenti urbani informali.

Il Sudafrica deve affrontare i più ampi problemi strutturali causa di una cattiva salute mentale, nello specifico la povertà, la disoccupazione e la violenza. È questo l’unico modo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare l’Obiettivo 3.4, che riguarda la necessità di promuovere il benessere mentale e generale.

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