Nobukho Nqaba: impermanence and migration in performance art

When it comes to migration, nothing is certain: no one knows when he/she will arrive or how long he/she will stay. The art of Nobukho Nqaba tells us stories, both visionary and real, about what is transient, destined to end. Nobukho was born in Butterworth, a small rural city in South Africa’s  Eastern Cape. When she was six, she had to migrate within South Africa due to family issues. In this interview, she tells us about her performances that convey through her own body and presence – and often through the famous “Ghana must go home” – a sense of identiy, loneliness and otherness.

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Ghana: Botsyo, the paralympic athlete who defied the stigma

Raphael Botsyo Nkegbe is a Ghanaian para-athlete. He made proud his country with many achievements and he is the first ghanaian para-athlete to qualify for the paralympic games in Tokyo 2020 (postponed to 2021). He won the T54 World Wheelchair 100m race with a new personal best of 14.22s at the Desert Challenge Games in Arizona, USA. In this interview he talks about committment in sport, struggle in life, and happiness with a fantastic family.

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Ghana: Botsyo, il campione paralimpico che ha sfidato lo stigma

Raphael Botsyo Nkegbe è un atleta paralimpico ghanese, il primo del suo Paese a qualificarsi per i Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. In questa intervista ci racconta delle sue difficoltà cominciate quando, a cinque anni, ha contratto la poliomelite. Difficoltà superate grazie alla famiglia e allo sport. Soddisfazioni, vittorie, importanti qualificazioni hanno fatto di lui un modello per tanti giovani disabili. Ha fondato un club per atleti con disabilità e sulla scia del suo impegno ne sono sorti altri nel Paese. Si è sposato e ha tre figli: “volevo dimostrare che non è vero – come qui si dice – che da due persone disabili nascono figli con gli stessi problemi”.

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#Mymindourhumanity, campagna globale per ridurre lo stigma

Partita lo scorso anno, l’iniziativa – che dovrebbe avere un nuovo slancio quando passerà l’emergenza sanitaria globale – vuole rendere i giovani protagonisti nel diffondere un nuovo approccio alla questione della salute mentale, rompendo con le paure e le stigmatizzazioni. L’arte e altre forme di comunicazione possono essere un mezzo per lanciare messaggi di speranza ma anche di consapevolezza nelle comunità. Si tratta di una campagna istituzionale, ma che ha comunque messo in movimento molte realtà dal basso. Mentre ricerche mostrano che la malattia mentale è in aumento.

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Freshwater, spiriti ogbanje e metafisica dell’identità bordeline

Pubblicato in Italia dal Saggiatore con il titolo “Acquadolce”. Si tratta di un romanzo “insolito” e neanche di facile interpretazione per chi intende rimanere sulla superficie della parola. Invece Awaeke Emezi ci porta nel profondo della cultura Igbo e fa parlare attraverso la protagonista Ada, l’ogbanjo. Si tratta di uno spirito malevolo (o forse no?) che torna – in un ciclo infinito di nascite e morti – in un corpo umano per tormentarlo (o per fargli vedere cose sotto un altro aspetto).

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Nervous Conditions, sradicamento, patriarcato, cultura coloniale

Anche la migrazione al contrario può diventare fonte di sofferenza. E l’istruzione può essere un anelito che da sogno di affrancamento si trasforma in prigione.  Accade in Nervous Conditions, primo romanzo pubblicato in inglese (1988) da una donna nera zimbabweiana. L’anoressia di Nyasha è la forma di ribellione al padre, alla società in cui non riesce e vuole integrarsi. Il contatto con il mondo occidentale (siamo negli anni antecedenti l’indipendenza) l’ha cambiata per sempre. Tambu, la cugina, vuole solo studiare nella scuola della missione. Tranne poi scoprire che si sta lasciando imprigionare.

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