“Sono un rifugiato nella mia mente”

“Sono un rifugiato nella mia mente”, la perdita dell’appartenenza

In questo testo poetico Alex Kitaka racconta il senso di estraneità rispetto al mondo e persino a se stessi tipico del disagio mentale, dei cattivi pensieri che come mosche ronzano nella testa a ripeterci che non c’è posto per noi, da nessuna parte. Ma Alex ci ricorda che c’è sempre la possibilità di “fiorire” e la condivisione è un grande strumento di guarigione: “Ritengo che la scrittura offra un luogo sicuro per lasciarsi andare e far uscire quei sentimenti che minacciano la salute mentale di un individuo. Come sempre, la scrittura è terapeutica!”