L’attivista ghanese che sostiene i diritti delle donne con disabilità

[Traduzione a cura di Luciana Buttini dall’articolo originale pubblicato su Modern Ghana]

Conferenza stampa sulla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. United Nations DESA/Flickr in licenza CC
Conferenza stampa sulla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. United Nations DESA/Flickr in licenza CC

Gertrude Oforiwa Fefoame, attivista ghanese per i diritti delle donne, ha ricevuto un prestigioso premio internazionale per l’emancipazione femminile (Women’s Empowerment Award), un riconoscimento ottenuto per la sua lunga attività di difesa dei diritti delle donne e delle ragazze affette da forme di disabilità.

Consegnato nel corso del World Blindness Summit 2021, questo premio viene conferito a una donna non vedente o ipovedente, la quale abbia dato un contributo notevole e straordinario al processo di emancipazione di altre donne.

Gertrude, attualmente consulente nell’area Advocacy per l’inclusione sociale presso l’organizzazione non profit internazionale Sightsavers, ha trascorso gli ultimi 40 anni della sua esistenza a condurre campagne volte a promuovere i diritti delle donne e delle ragazze con handicap. Ha rivestito un ruolo fondamentale alle Nazioni Unite lavorando per assicurare alle donne i loro diritti e per cambiare l’andamento della legge in materia di disabilità in Ghana e in Africa. L’attivista ha dichiarato:

Ricevere questo grande riconoscimento mi riempie di gioia. Non sarei potuta arrivare fin qui senza il sostegno di tutta la mia famiglia, dei miei amici e dei miei colleghi. Sono particolarmente grata alle tante organizzazioni di disabili con cui ho lavorato in Ghana e all’estero, e anche a Sightsavers per il suo eccezionale appoggio.

Ha poi continuato:

Dedico questo premio a tutte le donne e le ragazze non vedenti o ipovedenti che si impegnano per mettere in atto un cambiamento alla base, e a tutte quelle affette da disabilità che mi hanno seguita nella mia attività in tutti questi anni.

Andrew Griffiths, Responsabile per l’Advocacy di Sightsavers, ha affermato:

Sono molto lieto che Gertrude si sia aggiudicata il Women’s Empowerment Award da parte dell’Unione Mondiale dei Ciechi. Gertrude, per la sua strenua difesa dei diritti delle donne e delle ragazze con handicap e in qualità di membro del Comitato CRPD delle Nazioni Unite, merita pienamente questo premio così come il riconoscimento che ne deriva. È un privilegio lavorare al suo fianco in Sightsavers. 

Gertrude ha iniziato a perdere la vista all’età di 10 anni e fin da piccola ha subìto discriminazioni legate alla sua forma di disabilità. Ha lavorato per decenni al fine di affrontare lo stigma e la negazione dei diritti con cui devono confrontarsi le persone affette da disabilità, in particolare le donne e le ragazze. Nel 2018, è stata eletta membro del Comitato che monitora la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) e ha contribuito a gran parte della sua attuazione.

Ha fatto sì che i diritti delle donne con disabilità fossero tenuti in considerazione nelle principali politiche globali: dall’elaborazione del Protocollo africano sui diritti delle persone con disabilità alla ratifica del Trattato di Marrakech. Gertrude è stata apprezzata anche per il tempo dedicato al sostegno e alla guida delle giovani donne affette da handicap.

Designata dalla Ghana Federation of Disability Organisations [Federazione ghanese delle organizzazioni delle persone con disabilità, NdT], Gertrude è stata scelta dal Comitato direttivo femminile dell’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) attraverso un processo di nomina.

Tenutosi il mese scorso in Spagna a Madrid, il World Blindness Summit 2021 ha riunito più di 4.000 persone provenienti da 152 Paesi. Il Summit promuove l’accesso all’istruzione, all’occupazione, alla cultura e garantisce la partecipazione in tutti i campi della vita a oltre 285 milioni di individui non vedenti nel mondo.

Attualmente Gertrude sta lavorando con Sighsavers alla campagna Equal World – che è stata messa in atto in occasione del Global Education Summit – affinché i bambini con disabilità, e soprattutto le bambine, non vengano lasciati indietro quando si tratta di istruzione globale.

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