“Finalmente in pace”, l’ultima pallottola per volare in alto nel cielo

Hai una pistola in mano,
Sei tentata di premere il grilletto
Hai tre pallottole,
Tre possibilità da non sprecare
Senti le pallottole, ti implorano di farle uscire,
Il corpo trema, il cuore fa male

Senti un suono da qualche parte nella testa, una voce che ti ha sempre accompagnata, e che dice
“Fallo, non hai niente da perdere, premi il grilletto una volta ed è tutto finito
PUOI FARCELA, PIANTALA DI ESSERE ‘TE’ E FALLO”,
urla la voce
In quel momento la realtà prende piede
Stai andando in pezzi, stai perdendo i pezzettini che hai cercato così tanto di tenere insieme…
Piangi… No, te la fai addosso e sai che sprofonderai nel terrore… Premi il grilletto… Ma manchi il bersaglio.

La voce ritorna
LO SAPEVO CHE ERI UNA CODARDA, non deludermi ragazza, non deludere me come hai fatto con loro, come HAI DELUSO te stessa…
MA VA BENE COSÌ. HAI ANCORA DUE POSSIBILITÀ, FALLO E BASTA! COSÌ SARAI IN PACE. CAZZO, FALLO E BASTA
“, urla.

Cerchi di premere il grilletto ma la mano non si muove… Senti qualcuno gridare, urlano parole dietro la tua porta ma non riesci a capire cosa dicono.
Provi a premerlo di nuovo, ci riesci ma il colpo va a vuoto DI NUOVO… le urla si fanno più forti… ti senti più debole, l’ansia ti fa tremare
Hai quasi toccato il fondo del tuo oceano di paura, fluttui verso il basso.

La voce torna ancora una volta e ride
“Lo sai? Dovresti darla a qualcuno che sia DAVVERO capace di farlo al posto tuo… Sei brava solo in questo, non hai fatto che questo per tutta la tua vita schifosa… Tutto ciò che tu—”.

Interrompi bruscamente la voce
STAI ZITTA, ZITTA, ZITTA, ZITTA!“, dici
È tutta colpa tua, se soltanto mi avessi lasciato in pace, se avessi smesso di tormentarmi, se l’avessi piantata di mangiucchiarmi come se fossi un tozzo di pane, saremmo state molto meglio… Sarei stata meglio…  QUINDI CHIUDI QUELLA CAZZO DI BOCCA“, dici…

E per la prima volta c’è silenzio… La voce ha smesso finalmente… La voce non c’è più. Non è più lì a spingerti.
Senti un’improvvisa sensazione di freddo inondarti il viso
Ti tocchi, è sangue…
Cadi in ginocchio, il pavimento non è mai stato così accogliente, non ti è mai sembrato così morbido, quasi come un mucchietto di piume…

“L’ho fatto”, pensi
Mentre gridavi hai sparato per sbaglio l’ultima pallottola
“Che cosa buffa” dici, mentre il tuo corpo diventa più debole secondo dopo secondo
“Chi avrebbe mai pensato che avrei trovato la pace che cercavo solo con una piccola pressione del dito” dici, mentre tocchi finalmente il fondo del tuo oceano.

E capisci una cosa, non era la paura a fermarti, ma l’adrenalina dell’eccitazione.

Ti hanno trovata morta nella tua stanza, con un sorriso sul volto pallido
Ti hanno sepolta sottoterra ma in realtà volavi in alto nel cielo, finalmente in pace.

 ******

[Traduzione di Gaia Resta]

Su gentile concessione dell’autrice

Link alla versione originale

Reem Yasir

Reem Yasir è nata e cresciuta in Sudan, dove lavora come analista aziendale.
Per lei essere una donna sudanese significa molte cose. Significa amare la sua cultura e odiarla allo stesso tempo, dover trovare un compromesso tra chi sei davvero e chi devi essere, significa aver paura di camminare per strada, temere che uno dei propri cari muoia a causa della situazione politica. Significa sapere quando insistere e quando tirarsi indietro senza farsi calpestare dal solito sessismo. È davvero difficile amare questo Paese ma bisogna provarci.

La poesia e la scrittura sono sempre stati per lei un modo per trovare una collocazione per pensieri ed emozioni, per esprimersi liberamente senza paura.

Scrive per se stessa e – se riesce a raggiungere anche altre persone e a suscitare in loro emozioni, anche minime – è la ciliegina sulla torta.

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