Legge 104/92, una rivoluzione nel modo di concepire la disabilità

La “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate“, meglio nota come Legge 104/92, costituisce il principale riferimento legislativo italiano per i disabili.

Il testo della Legge 104/92 ha completamente rivoluzionato il modo di intendere la disabilità nel nostro Paese. La sua entrata in vigore, il 18 febbraio 1992, ha infatti segnato il definitivo superamento del modello medico di trattazione dell’handicap a favore di quello sociale. Va sottolineato che tale passaggio è stato compiuto dall’Italia prima ancora che dalla comunità internazionale, considerando che la Convenzione Onu sui diritti dei disabili (CRPD) è arrivata soltanto nel 2008.

 

Immagine tratta da Pixabay – Licenza CC

L’obiettivo che la Legge 104/92 si prefigge è quello di salvaguardare la persona con disabilità, prevedendo in tal senso una serie articolata di interventi. Tra cui: i servizi di terapia e riabilitazione; il supporto alla famiglia; le azioni di prevenzione dirette ai bambini; la salubrità degli ambienti sui luoghi di lavoro; la prevenzione degli infortuni.

Mentre, il suo scopo sociale è garantire ai disabili la tutela della loro dignità, il più alto livello di autonomia, l’effettivo godimento dei diritti fondamentali, la promozione della loro piena integrazione nel contesto familiare, scolastico, sociale e lavorativo.

Purtroppo, l’interpretazione della Legge 104/92 non è affatto semplice nella misura in cui richiama leggi e decreti precedenti e successivi. Peraltro, molte delle norme in essa contenute restano ancora oggi del tutto inapplicate.

(La Legge 104/92 è disponibile qui)

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