Kenya, una nuova app per aiutare i ragazzi non udenti in DAD

Se da un lato la pandemia di Covid-19 ha avuto conseguenze nefaste su tutti i Paesi del mondo, dall’altro ha stimolato la concezione di qualche innovazione positiva. Questo è il caso del Kenya, dove Hudson Asiema, cittadino sordo dalla nascita, ha sviluppato Sign Language Finger Spelling, un’applicazione per dispositivi mobili volta ad aiutare i bambini sordi nella didattica a distanza. Secondo le varie testimonianze raccolte si tratta di una rivoluzione tecnologica che ha migliorato l’apprendimento dei non udenti cambiando la vita non solo degli stessi studenti ma anche dei loro genitori.

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Applicare l’arte alla salute umana, una testimonianza africana

La musica ha sempre fatto parte della vita di Nsamu Moonga, giovane musicoterapeuta africano che oggi pratica a Boksburg, in Sudafrica. Appassionato e studioso di psicoterapia e musica, decide di mettere le sue competenze (e la sua vocazione) al servizio della comunità. Lavora con bambini e adolescenti a rischio, nelle scuole e nelle istituzioni pubbliche. Convinto delle capacità curative e comunicative della musica in particolare, il suo lavoro unisce pratica e ricerca, dando spazio alle tradizioni musicali e culturali africane indigene, conscio delle varietà e della ricchezza presenti nel continente.

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Ghana, esorcismi e caccia alle streghe. Storie dai Witch Camps

In questo Paese dell’Africa occidentale sono estremamente diffuse credenze che riguardano poteri soprannaturali e la capacità di farne uso per danneggiare gli altri. In particolare la stregoneria, che ancora oggi non viene considerata una superstizione ma una possibilità concreta. Ne fanno le spese donne anziane, di solito vedove e senza protezione. Basta puntare il dito e affermare che sono loro la causa di una malattia, della “sfortuna” negli affari, di ogni sorta di cose. Spesso vengono picchiate e non sono rari casi di linciaggio. Per loro c’è una sola scelta: fuggire e trovare rifugio in villaggi isolati e remoti. Ne abbiamo visitati quattro e raccolto testimonianze da queste donne bandite dalla società per aver commesso “reati invisibili”.

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RDC, è lo stupro la principale causa di traumi e malattie mentali

La Repubblica Democratica del Congo non soltanto è uno degli Stati più poveri al mondo ma a causa degli alti tassi di violenza, si classifica anche come “la capitale mondiale dello stupro.” In media nel Paese ogni ora, circa 48 donne subiscono aggressioni sessuali e la violenza si configura come una delle cause principali dei problemi mentali e dei traumi. Oltre alla povertà, ci sono altri fattori che contribuiscono all’insorgenza delle violenze, tra tutti la mancanza di istruzione. Ma nonostante gli sforzi compiuti dalle varie associazioni per cercare di fornire assistenza e cure alle vittime, la strada verso il miglioramento sembra ancora lunga.

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Migranti, lo stress post traumatico esasperato dal sistema hotspot

La maggior parte dei migranti arrivati in Europa via mare dal 2015 ha subìto violenze: problemi di salute mentale emergono durante il periodo di accoglienza, in particolare il disturbo da stress post-traumatico. Grazie a un recente studio, sappiamo che ciò che aspetta queste persone all’arrivo conta, tanto quanto le esperienze vissute lungo la rotta migratoria e nel Paese di origine. La vita in grandi strutture come gli hotspot e i CARA può incidere negativamente su disturbi pregressi. Le associazioni concordano: è tempo di rimuovere gli ostacoli all’integrazione, modificando radicalmente il modello di frontiera proposto dall’UE.

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Ghana, la solitudine dei malati mentali in corsie che erano prigioni

Nel Paese esistono tre strutture di questo genere. Una legge del 2012, che stabilisce tra le altre cose il decentramento dei servizi psichiatrici, ha ridotto notevolmente il numero dei pazienti e il problema del sovraffollamento. Oggi addirittura i posti letto eccedono il numero dei pazienti. Permangono comunque questioni di abbandono e lo stigma nei confronti di chi manifesta disturbi mentali. In questa inchiesta alcune storie degli ospiti dell’ospedale più antico (risale al 1906 ed era in principio un istituto di pena) e l’intervista al direttore esecutivo della Mental Health Authority che parla anche del principio e delle ragioni della cosiddetta decolonizzazione della salute mentale.

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“Mental 360”, in Kenya contro depressione e suicidi tra i giovani

Mental 360 è un’organizzazione non-profit di sensibilizzazione sulla salute mentale nata nel 2016. Tra le sue attività il benessere fisico, consulenze, arte-terapie, yoga e danza, tutte volte a promuovere la salute mentale e la stabilità emotiva. Missione dell’iniziativa è quella di costruire una società in cui i problemi legati alla salute mentale non siano stigmatizzati e le cure psichiatriche siano accessibili da ogni cittadino comune e ovunque in Africa. Bright Shitemi, cofondatore del progetto, ci ha parlato dell’ispirazione che sta dietro la fondazione di questa ONG, degli obiettivi, ostacoli e risultati raggiunti fino ad oggi e dei progetti futuri.

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I disturbi mentali sono ereditari, in Kenya in corso ricerca sul DNA

Schizofrenia, depressione, bipolarismo sono da tempo riconosciuti come malattie ereditarie. Tuttavia, svariati episodi di familiari affetti dagli stessi problemi psichici, anche se con sintomatologia differente, hanno spinto ricercatori americani e africani a condurre indagini più approfondite. Per ovviare all’errore fatto negli studi condotti finora, principalmente su individui di discendenza nordeuropea, gli studiosi hanno messo a punto NeuroGAP-Psychosis, un progetto ambizioso che, attraverso un’analisi su popolazioni africane mai studiate prima, mira ad ampliare le conoscenze sulle cause genetiche di tali disturbi.

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Danièle Bikpo, in Costa d’Avorio verso una società più inclusiva

Secondo l’ONU, ci sono oltre 80 milioni di persone con disabilità in Africa. Negli ultimi anni sono emerse iniziative volte a promuovere i diritti, il benessere e l’integrazione sociale delle persone con handicap. In Costa d’Avorio, Danièle Adahi Bikpo, specialista in gestione delle risorse umane, ha promosso diverse attività finalizzate all’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità. Nel 2015 nasce la Libellule con lo scopo di facilitare l’integrazione professionale di persone con disabilità fisica. Obiettivi simili hanno motivato anche la creazione di Ivoirehandicap.net nel 2018. Danièle Adahi Bikpo ci ha raccontato di tali iniziative e dei progetti per il futuro.

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Tender Arts Nigeria: musica, teatro, pittura nelle corsie di ospedali

TAN nasce nel 2013 con l’obiettivo di promuovere l’arte in tutte le sue forme all’interno delle strutture sanitarie in Nigeria e in altri Paesi africani. Offre diverse attività, dalla pittura alla musica, dai murales al teatro, con lo scopo di migliorare le interazioni sociali, ridurre lo stress e portare un po’ di colore all’interno delle strutture ospedaliere. Attraverso l’arte, i pazienti riescono ad esprimersi senza dover ricorrere alla parola. Ad oggi, più di 15.000 persone hanno avuto l’opportunità di partecipare ai vari progetti che vengono proposti e adattati su misura per ogni paziente. Kunle Adewale, fondatore di questa impresa sociale ci ha raccontato delle loro attività e delle difficoltà che devono affrontare.

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