Ghana, la solitudine dei malati mentali in corsie che erano prigioni

Nel Paese esistono tre strutture di questo genere. Una legge del 2012, che stabilisce tra le altre cose il decentramento dei servizi psichiatrici, ha ridotto notevolmente il numero dei pazienti e il problema del sovraffollamento. Oggi addirittura i posti letto eccedono il numero dei pazienti. Permangono comunque questioni di abbandono e lo stigma nei confronti di chi manifesta disturbi mentali. In questa inchiesta alcune storie degli ospiti dell’ospedale più antico (risale al 1906 ed era in principio un istituto di pena) e l’intervista al direttore esecutivo della Mental Health Authority che parla anche del principio e delle ragioni della cosiddetta decolonizzazione della salute mentale.

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Gianromano Gnesotto, gli immigrati sono persone non problemi

Giornalista, scrittore, docente di Diritto delle Migrazioni nel Master di Bergamo, esperto di politiche migratorie ma anche una figura importante nell’opera pastorale della Fondazione Migrantes di cui per anni è stato direttore nazionale. Oggi ha assunto l’incarico a Padova. In questa intervista analizziamo la tematica dal punto di vista delle azioni concrete e delle narrazioni da ribaltare per riuscire a passare dall’escludente “extra” (extra comunitario) e dal “multi” (multiculturale, multireligioso…), che di fatto rappresenta già da tempo la realtà, all’uso del prefisso “inter” (interreligioso, intercomunitario…).

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“Vivere in catene”, gli abusi sulle persone con disturbi mentali

Emina Ćerimović di Human Rights Watch racconta a One Global Voice le ricerche condotte in 60 Paesi del mondo sullo “shackling” ossia l’impiego di misure costrittive come l’incatenamento e l’isolamento per “curare” le persone con disabilità psico-sociali. Lo stigma, il pregiudizio e l’assenza di servizi per la salute mentale contribuiscono alla diffusione di queste pratiche disumane. Un cambiamento concreto potrà avvenire solo modificando o implementando le leggi esistenti contro questo abuso, e superando i preconcetti nei confronti di chi soffre di disturbi mentali.

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L’ordinario della follia in Africa, un lavoro storico antropologico

L’ultimo numero della rivista Politique Africaine è dedicato alla ricerca sull’ordinario della follia in Africa. Si intitola, appunto, “L’ordinaire de la folie”. Il dossier descrive – in una prospettiva storica e antropologica – le varie rappresentazioni attraverso le quali i disturbi mentali vengono percepiti nel continente africano e qual è il tipo di approccio medico e sociale. Focus su Senegal, Ghana e Madagascar. One Global Voice intervista lo storico e curatore del dossier, Romain Tiquet.

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Gruppo R, inclusione e lavoro per immigrati e vittime di tratta

Andrea Rigobello e Alberto Bicciato della cooperativa Gruppo R di Padova (che opera nell’ambito del vasto Gruppo Polis), spiegano a One Global Voice il loro lavoro nel settore dell’inclusione sociale dei migranti e nel settore del lavoro con il gruppo occupazionale protetto. Storie e processi di inserimento sociale e lavorativo nella realizzazione di un percorso costruito insieme (con successi e a volte prove difficili) superando ed evitando regole rigide e non condivise.

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Tosato, la solidarietà non è più un valore, ma noi andiamo avanti

Come operano i sistemi di accoglienza e i progetti che coinvolgono migranti richiedenti asilo o in attesa del permesso di soggiorno. In particolare persone con disabilità fisiche e problemi di salute mentale. L’importanza del rapporto di collaborazione tra cooperative e imprese che hanno bisogno di forza lavoro. Una nota di amarezza sul contesto sociale in cui le cooperative sociali si trovano a lavorare: “da anni accoglienza e solidarietà non sono più un valore ma noi continuiamo a seguire i nostri principi”.

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Etnopsi, imparare a interpretare il disagio psichico dei migranti

Il lavoro etnopsichiatrico prevede la capacità di staccarsi dalle strutture di interpretazione e di cura stabiliti dai modelli occidentali. E prevede che il paziente sia totalmente protagonista delle singole sedute e della terapia. Ne abbiamo parlato con Natale Losi, direttore della scuola Etnopsi, Scuola Etno-Sistemico-Narrativa e autore di numerosi testi sul trauma e con Noemi Galleani, psicoterapeuta e docente della scuola, unica in Italia.

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Orizzonti Padova, se l’integrazione richiede il sostegno psicologico

Intervista ad Ala Yassin, presidente della cooperativa sociale Orizzonti di Padova, responsabile dell’Area Accoglienza e Integrazione e Valentina Zambon, etnopsicologa, che tra le altre cose, opera nell’equipe del Centro Clinico Transculturale Papalagi. Parliamo di progetti e presa in carico di immigrati, richiedenti asilo e rifugiati portatori di traumi derivati dal viaggio dall’Africa all’Europa che non riescono, una volta arrivati, a dare un senso alle loro sofferenze.

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Autismo e pregiudizi culturali in Costa d’Avorio, come affrontarli

Anna-Corinne Bissouma racconta a OGV l’approccio all’autismo in Costa d’Avorio, la carenza di strutture, il numero esiguo di psichiatri – solo 5 per 24 milioni di abitanti – i problemi legati al pregiudizio culturale che accompagna i bambini affetti da autismo, che hanno invece bisogno di cure mediche e psicologiche professionali. Ma racconta anche degli sforzi compiuti e dei buoni risultati raggiunti finora.

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