Freshwater, spiriti ogbanje e metafisica dell’identità bordeline

Freshwater – Una storia e un racconto che rischiano di disorientare il lettore. Perché questo romanzo ha un flusso narrativo che non è usuale, così come inusuale è l’esplorazione del sé che emerge dalle pagine. Un sé narrativo, ma anche un sé autobiografico, e poi altri sé che prendono parola e spazio a vicenda. Chi e cosa rappresentano?

Nel romanzo – che esplora la metafisica dell’identità e dell’essere – entra in gioco la presenza dell’ogbanje, nella cultura tradizionale Igbo “uno spirito che si incarna in un corpo e funesta una famiglia con la sua presenza e il continuo ritorno, in un ciclo inesausto di nascite e morti”.

La presenza e il ruolo di tale spirito nella cultura nigeriana è stato anche oggetto di studi sulla psicopatologia di queste figure, ma anche sulla cosmologia nigeriana utilizzata per affrontare il dramma della mortalità infantile.

Molte le discussioni emerse alla lettura di questo testo, da parte di lettori che hanno scoperto (o riscoperto) un tipo di cultura – e presenze spiritiche di cui la letteratura nigeriana si fa spesso espressione (vedi Chinua Achebe).

Ma Freshwater è anche una potente storia di “migrazione fisica e psicologica”, che non sarebbe stato possibile raccontare senza l’esperienza diretta – e la storia tutta particolare – della sua autrice, Awaeke Emezi.

Nigeriana, di cultura Igbo e Tamil, emigrata negli Stati Uniti e, per scelta di genere non-binario. Né uomo, né donna, entrambi o nessuno. Più spirito che carne. Come quegli spiriti che nel testo parlano come Noi, come Sé, come Io. Definirlo un romanzo (o una storia) borderline, non rende appieno la complessità di quest’opera.

Quello che accade nella mente di Ada, la protagonista del romanzo, è spiegabile solo attraverso la conoscenza di tradizioni ataviche, solo attraverso quegli spiriti della cultura Igbo, che si fanno beffe della razionalità. Perché alla fin fine, tutto passa prima (e spesso solo) dalla mente, da quello che siamo capaci o desiderosi di accogliere. Ma anche da quello che, arrivato lì, nella mente, poi non riusciamo più a gestire, né a spiegare.

Freshwater è pubblicato in Italia da Il Saggiatore con il titolo Acquadolce.

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